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Andrea Marinucci Foa & Manuela Leoni

Andrea Marinucci Foa vive e lavora a Roma, con la sua compagna, editor e coautrice Manuela Leoni e con le loro tre figlie, tutte impegnate in ambiti artistici. Si occupa di siti e comunicazione web, editing, narrativa, editoria, organizzazione di eventi, formazione e ha numerosi interessi sparsi in ambiti scientifici e umanistici. Ha pubblicato tre volumi di due differenti cicli fantastici, uno sword & sorcery e uno di ambientazione moderna, e diversi racconti in più antologie. Lavora nel gruppo interdisciplinare Pixies in the Lab, gestisce un portale di racconti, cura una collana di manuali per una piccola casa editrice di Roma.
Manuela Leoni scrive prevalentemente fantasy. È pittrice, editor e musicista. Lavora nel campo dell’organizzazione, del content management e delle redazioni online. Scrive canzoni. Ha esplorato la naturopatia, le arti marziali, l’arredamento, la letteratura, l’alta cucina ma ama definirsi “la casalinga di Trastevere”. Ha tre figlie, musiciste e disperse in varie forme di arte e letteratura.

 


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Bibliografia

 

La Foresta degli Incanti
Andrea Marinucci Foa & Manuela Leoni
2018 (seconda edizione)
Strani, inquietanti eventi si ripetono nella leggendaria Brocéliande. Tra avvistamenti alieni, folletti, antiche ricerche naziste, agenti della CIA e investigatori assortiti, l’unica speranza di venire a capo dell’intrigo è affidarsi a uno studioso di cultura e mitologia celtica e alla sua squadra.Cominciano così le indagini di Jacques Korrigan, riluttante consulente dell’Interpol, tra inseguimenti, sparatorie e sconvolgenti rivelazioni sui misteri che riguardano la Foresta degli Incanti.

 

Tre di Spade
Andrea Marinucci Foa & Manuela Leoni
2014
Vadhe, la città insonne, la perla nera della Costa, è il palcoscenico delle prime disavventure dell’indimenticabile trio di furfanti costituito da Llana Barcarossa, Bran il Nero e Morlon l’Aquila. Tre ladri, tre racconti, 120 pagine di avventura in un nuovo classico della Sword & Sorcery.
Ouverture: Degli Dei che dal loro mondo osservano divertiti le follie degli uomini. Di tre sorvegliati molto speciali che valgono un divino e divertito brindisi. Incontro a Mirozh: Di un incontro per nulla casuale nella taverna di un villaggio povero e sperduto. Di dadi truccati, incantesimi e spade. L’Oro di Vadhe: Di un furto su commissione che inzia in maniera promettente. Di uno stregone vendicativo e di un sodalizio che è soltanto all’inizio. Rosa d’Inverno: Di una bestia la cui famelica presenza affligge un intero borgo. Dell’incantevole effimera bellezza di una rosa d’inverno.

 

Luce e Ombra
Andrea Marinucci Foa & Manuela Leoni
2015
Quando tre avventurieri accettano l’incarico di recuperare una reliquia perduta da secoli, la situazione può farsi complicata: tra combattimenti, sotterranei, incantesimi, avversari implacabili, vecchi e nuovi amori, il destino dell’impresa è nel sottile confine tra LUCE e OMBRA.Un’avventura classica di sword & sorcery, il ritorno delle tre lame più famose della Costa.
Un romanzo breve che compone il secondo volume della Canzone della Costa.

 


Intervista ad Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni

 

1. Cosa ti ha spinto a scrivere?

AMF: Sono un tipo curioso. Molto curioso. Da “forte” lettore ho sempre avuto la tentazione di impadronirmi della tecnica e imparare a scrivere, come di fronte al mio primo proto-computer non mi sono potuto trattenere dall’immergermi nella programmazione. Certe volte credo che tutta la mia vita sia un ficcanasare perenne, in cui mi getto in ruoli e attività in cui non mi sento preparato a dovere. Alcune cose mi riescono d’istinto, per altre ci vuole tempo e pazienza. La scrittura è una di queste: per me è difficile, necessita di un esercizio continuo e costituisce una grande sfida. Per cui non mi viene mai a noia.

ML: Non so cosa mi abbia spinto a scrivere. Credo di aver iniziato molto presto e per presto intendo le scuole elementari: nel momento in cui mi sono impadronita della lingua scritta ho cominciato a mettere le mie storie su carta. Da bambina venivo spesso accusata di essere una sognatrice, di vivere con la testa tra le nuvole, ma quando mettevo i miei sogni sul foglio questi acquistavano vita, diventavano reali. La scrittura e la lettura hanno sempre fatto parte di me e della mia vita, mi sono necessarie come l’aria per respirare.

 

2. Pensi che quello che scrivi possa avere un impatto sul mondo che ti circonda?

AMF: Molti autori hanno un grande effetto sul mondo, soprattutto quando hanno una testimonianza importante da trasmettere. Altri lasciano una traccia indelebile nel tempo. Un autore di genere fantastico che dedica un grande spazio all’intrattenimento può avere al massimo un impatto molto indiretto, leggero. Può sfiorare una questione importante, lasciarla intravedere come dal finestrino di un treno in corsa, ma difficilmente gli potrà essere riconosciuto un ruolo importante nella cultura del suo tempo. Tuttavia, credo che questo approccio alla lunga sia efficace quasi quanto una full immersion nel dramma ed è sicuramente più adatto al mio modo di essere e di esprimermi. Tanto, il mondo dei libri è vasto e c’è posto per tutte le modalità narrative.
La cultura e lo spettacolo possono essere visti come mondi distinti, ma in realtà si sovrappongono come in un diagramma di Venn per mostrare un orizzonte più vasto, porre il lettore di fronte a qualcosa di inaspettato, di suggestivo, che supera le esperienze dirette. Un racconto fantasy può benissimo incuriosire il lettore e quindi incoraggiarlo a esplorare un argomento o una tematica, magari da una prospettiva insolita.
Può sembrare qualcosa di estremamente sottile e fragile, inconsistente come una ragnatela, ma in fondo la comunicazione più importante del romanzo non è costruita sulla serietà di una trama, bensì su un’esile connessione empatica in cui l’autore e il lettore vedono le stesse immagini, sentono gli stessi suoni, avvertono le stesse sensazioni, attraverso il tempo e lo spazio e come si trattasse di un sogno condiviso. Ed è qui che il lettore viene “toccato” dall’autore così come l’autore è “toccato” dal pubblico nel momento in cui scrive. Non per quella che qualcuno definisce come la “magia del libro”, ma per l’immedesimazione che si esercita nel rapportarsi all’umanità, a una dimensione collettiva dell’essere umano.
Questi due elementi che costituiscono il viaggio di un racconto “leggero”, la connessione e la curiosità, procedono di pari passo e quando funzionano hanno certamente un impatto.

ML: Tutto quello che facciamo ha un impatto sul mondo che ci circonda, quindi sì, credo che anche quello che scrivo lo faccia. Se questo impatto sia profondo o leggero come un soffio o un sussurro, questo non sta a me giudicarlo.

 

3. Cos’è per te il Confine? Credi sia importante varcarlo?

AMF: Quell’interconnessione tra esseri umani di cui parlavo non riguarda solo la narrativa, ma è una delle componenti principali della nostra natura. Il confine è quella barriera che mettiamo tra “noi” e gli “altri” per limitare il nostro orizzonte emozionale. Oltre quel punto non ci immedesimiamo, non comunichiamo a livello profondo, non ci interessiamo più. Il “confine” varia da persona a persona, sia come estensione che come impermeabilità e come connotazione – geografica, religiosa, anagrafica, sessuale, etnica – e tutti quanti lo utilizziamo come rifugio quando siamo spaventati e abbiamo la curiosità di varcarlo quando ci sentiamo a nostro agio. È un po’ come con lo yin e lo yang: ci diamo un limite che ci definisce e ci protegge e poi sogniamo di sfidarlo e andare a vedere cosa c’è oltre l’orizzonte. L’impulso a chiuderci e la spinta ad aprirci sono parti molto differenti del nostro modo di essere ma allo stesso tempo s’incastrano, si compenetrano.
L’immaginazione è uno strumento magnifico per spostare più in là o addirittura cancellare questa linea e qui torniamo alla narrativa, alla fantasy e anche all’impatto della scrittura sul mondo. Tutto in questo progetto gira intorno a quella ricerca interiore ed esteriore di umanità che non si fa bloccare da un confine. Nello scrivere, nel leggere e soprattutto nell’attività di chi affronta il mare per stringere forte la mano delle persone in difficoltà e portarle in salvo.

ML: Il confine è qualcosa che chiude, divide, separa. I confini possono essere molte cose diverse, possono delimitare il nostro spazio privato o possono dividerci dal resto del mondo, possono segnare il limite delle nostre azioni o quello della nostra capacità di accettazione, quindi è importante determinare di quale confine stiamo parlando. Se parliamo di confini politici quello che sogno è un mondo alla Star Trek dove questi non esistono, l’umanità è una e le differenze sono importanti e preziose, considerate come la ricchezza che ci mantiene vivi e vitali.