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Federica Soprani

Mi chiamo Federica Soprani e vivo a Parma. Mi sono laureata tanti anni fa in lettere moderne con una tesi dal titolo La figura del Vampiro nel Teatro tra ‘800 e ‘900.

Amo leggere, scrivere, giocare di ruolo, il cinema e le serie TV. Pratico la falconeria.

Scrivo da sempre, ma ho iniziato a pubblicare qualche anno fa racconti in antologie, su riviste e periodici, soprattutto a Fantasy e Horror.

Il mio primo romanzo è stato Corella, l’ombra del Borgia, parabola di Cesare Borgia e della sua famiglia attraverso gli occhi di Michele Corella, sicario umanista.

Insieme a Vittoria Corella ho pubblicato la serie poliziesco-vittoriana Victorian Solstice (DarkZone), il romanzo Steampunk Victorian Vigilante, Le infernali macchine del Dottor Morse (Nero Press) e il romanzo Una segretaria per Milord (Harper Collins Italia).

Ho pubblicato con Edizioni il Vento antico la raccolta di racconti Quello che sulla Terra sapete.

Dal 2018 collaboro con la rivista digitale Lost Tales, con una serie di racconti Sword&Sorcery su una cacciatrice di demoni nella Francia rinascimentale.

A dicembre 20198 è uscito con Triskell Il Cammino del Sapiente, primo volume di una nuova trilogia Fantasy.

 



Bibliografia

 

Victorian Solstice
Federica Soprani e Vittoria Corella
Darkzone, 2019 (seconda edizione)
Londra 1890: Babele, Gran Forno, Inferno e Paradiso. Capitale del Mondo Occidentale. Dai fasti di Buckingham Palace al Popolo del Sottosuolo, passando per lo sfavillante mondo della potente borghesia in ascesa. Delitti, intrighi, passioni, amore e morte. Il Crepuscolo di un’epoca, l’agonia del Lungo Ottocento che ha ormai perso la sua innocenza.
Jericho è un medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale.
Nella Londra Vittoriana l’Uomo Nero esiste davvero. I Mostri sono reali e hanno fame.
Per sconfiggerli ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione.
Dai bordelli per ricchi annoiati ai misteri della Londra sotterranea, dalla casa del vizio più pericolosa del West End, agli orrori di Whitechapel, un viaggio da incubo che parte dai sobborghi più infimi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra.
Una detective story vittoriana oscura e sensuale.

 

Corella l’ombra del Borgia
Federica Soprani
Mondoscrittura, 2013
Roma, 1505.
In un cupo sotterraneo di Castel Sant’Angelo, Niccolò Machiavelli fa visita a un prigioniero spagnolo, Michele Corella.
Il suo corpo è stato devastato dalla tortura, ma la sua mente ancora vigile e colma di ricordi trascina il letterato in un viaggio nel tempo, sulle tracce di un’avventura tanto grandiosa quanto effimera, l’ascesa e la caduta di un uomo, Cesare Borgia, all’ombra del quale il narratore ha vissuto, custode e araldo di un sogno non suo.
Le vicende della famiglia Borgia viste attraverso gli occhi di Corella si susseguono nel’arco di 13 anni di guerre, intrighi, matrimoni, delitti, dove gli uomini e le donne emergono in una galleria di caratteri che trascende la storia stessa, riportando personaggi celebri al ruolo di comuni mortali con la loro grandezza e la loro miseria.
Alla fine, non più protetto dal nome dei Borgia, non più tenuto a proteggere la loro ambizione, Corella dovrà fare i conti con la propria vita e le proprie scelte.

 

Quello che sulla Terra sapete
Federica Soprani
Il vento antico, 2017
Quello che sulla Terra sapete è un viaggio. Bisogna accomodarsi, magari sulla prua di una nave, e lasciarsi trasportare. Ne vale la pena. Musica, pittura, scultura, intelligenza, cultura e soprattutto amore. Vivere, tra mondi reali e non, scorrendo la linea del tempo insieme alle storie struggenti dei personaggi.
Tancredi e Diana, “signori di Malombra, possessori di immensi terreni ammantati dall’argento degli uliveti, dall’oro degli agrumeti, smaltati dal mare di lapislazzulo e incoronati da foreste di smeraldo”.
Le note di canti barberi che escono sublimi dalla gola di Fenice, l’Angelo di fuoco: “la sua voce era ora una frusta, ora un velo color zafferano, ora una folata di vento”, una voce ammaliante tra le calli veneziane.
Lizzie: “che tu fossi bella è un dato di fatto, come il verde dell’erba e l’azzurro del cielo”, la ragazza “docile capriccio di un pittore” a cui dedicherà il suo amore passionale, sacrificando quello di chi, invece, l’avrebbe amata davvero.
Un sogno, vissuto tra le pareti ruvide di un carcere e infine, il dolore di un professore inglese e del suo amore “rispedito al mittente”, che trova la sua conclusione al Passo Del Cavaliere, davanti al mare.“Aveva capito che l’amore non aveva bisogno di essere corrisposto per essere amore.

 


Intervista a Federica Soprani

 

1. Cosa ti ha spinto a scrivere?

Nessuno e niente mi hanno spinto. È successo. Fin da piccola mi piaceva inventare storie e creare mondi. No, non credo sia la sindrome di Dio, ci mancherebbe… Piuttosto forse una specie di malattia. Non potevo farne a meno. Né i miei genitori né mia nonna, con la quale sono cresciuta, hanno pensato fosse il caso di farmi vedere da uno bravo. Anzi, quest’ultima non solo non mi ha fatta curare, ma mi ha incoraggiata a continuare a inventare luoghi e persone che non esistevano. Un incoraggiamento alla malattia mentale. E poi dicono che i bambini dovrebbero stare coi nonni!
Non paga, a un certo punto ho pensato bene di metterle pure per iscritto le mie geniali invenzioni. Non ricordo quando sia successo. Forse alle medie. Alle elementari preferivo disegnare ciò che la mia mente contorta immaginava. Basta, da lì non ho più smesso.

 

2. Pensi che quello che scrivi possa avere un impatto sul mondo che ti circonda?

Mi piace pensare di poter regalare a chi legge ciò che scrivo un po’ di bellezza. Trovo che la bellezza sia enormemente sottovalutata oggigiorno. Invece ce n’è bisogno. Non so quanto valga quella che cerco di dispensare io. Mi rendo conto che a volte è una bellezza malata, e fa male, più del dolore. Ma faccio del mio meglio, con quello che ho.

 

3. Cos’è per te il Confine? Credi sia importante varcarlo?

Non credo esista un solo Confine. Credo che la vita di ciascun individuo sia un continuo delinearsi di limiti e confini. A volte sono confini fatti di carne, a volte di storie, a volte di parole. Alcuni confini ci vengono imposti dagli altri, anche con la violenza, altri ce li creiamo noi, senza nemmeno rendercene conto. Varcarli è importante? Dipende dal confine. Mi piace credere che ci sia un luogo e un tempo giusto perché ogni cosa abbia inizio o fine. Forse anche per i confini funziona così.