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Mauro Longo

Mauro Longo ha scritto e curato romanzi, racconti, antologie, librogame, saggi e giochi di ruolo, saltando continuamente dal gioco alla narrativa attraverso ogni forma di sfumatura e approccio crossmediale. Il ciclo del Mondo Macabro, la sua creazione più famosa, comprende ad esempio i due romanzi Decameron dei Morti e Guiscardi senza gloria, alcuni racconti, le linee di giochi di ruolo Dies Irae e Ultima Forsan, e cinque librogame, opere pubblicate complessivamente tramite tre diverse case editrici. È inoltre Senior Content Creator e Social Media Manager per Quality Games, casa editrice di giochi da tavolo, party game e giochi di ruolo, e Curatore Editoriale della collana di narrativa interattiva di Acheron Books, casa editrice libraria. I suoi lavori sono tradotti in inglese, russo e spagnolo.

 


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Bibliografia

 

Decameron dei Morti
Mauro Longo
Origami Edizioni, 2016 (seconda edizione)
“Dico dunque che già erano gli anni della fruttifera incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di Mille e Trecentoquarantotto, quando nell’egregia città di Fiorenza, che noi diciamo anco Firenze ed era allora la più bella di ogni altra città italica, pervenne la mortifera pestilenza dei Trapassati Redivivi.” Dieci storie di altrettanti sopravvissuti raccontano i terribili avvenimenti di un’epoca oscura in cui l’Europa cadde nella morsa della mortifera pestilenza in grado di far rialzare i morti. Tre donne e sette uomini narrano le vicende loro e della compagnia in cui militano, in modo da lasciare un ricordo di quei terribili giorni, e perché la loro esperienza possa essere di aiuto alle generazioni future.

 

Guiscardi senza gloria
Mario Longo
Acheron Books, 2016
Venezia Nuova, Anno del Signore 1516, cento e settantunesimo dall’arrivo del Flagello dei Morti e dalla caduta dei Vecchi Regni: il cosiddetto Rinascimento Macabro. Qui vive l’ultima discendenza di Marco Polo, custode di un misterioso tesoro bramato da elementalisti e signori della guerra, pronti a tutto pur di impossessarsi delle sue favolose ricchezze. Ma la caccia all’eredità dei Polo è già cominciata! A contrastare le mire di Thomas Linche, condottiero del Sacro Impero di Francia, c’è solo un manipolo di rinnegati, furfanti e ciarlatani, veri e propri guiscardi senza gloria, che dovranno affrontare le innumerevoli insidie del loro mondo decaduto. Da Venezia Nuova alla Laguna Nera, dal Castello di Otranto alla Città Dolente di Napoli, la ricerca del segreto perduto di Marco Polo li porterà a misurarsi con spadaccini meccanici, automi vitruviani e abomini senza nome generati dal Flagello.

 

Il Fabbricante di Spettri
Mauro Longo
Dana – RW Edizioni, 2019
Europa 1571. La battaglia dei tre imperi tra Veneziani, Spagnoli e Turchi sta per scoppiare. Cipro è caduta, le armate del sultano sono arrivate fino a Vienna e i corsari domina incontrastati il Mediterraneo. In questo immenso campo di battaglia si muove Bartimeo Beretta, inventore, armaiolo e scaramante, l’unico in grado e di fermare la misteriosa cospirazione che serpeggia per l’Europa. A est infatti qualcuno sta infestando le corti di spettri terribili e pericolosi: sarà solo lui a poter fermare, con la scienza, l’azione e la ragione, un intrigo che rischia di trascinare in guerra anche le anime dei trapassati. Sullo sfondo, tanti uomini e donne intenti nel complotti e specializzati nel tradimento: e molti modi di preparare il caffè.

 


Intervista a Mauro Longo

 

1. Cosa ti ha spinto a scrivere?

Trovo che scrivere sia uno splendido mestiere artigianale e lo approccio esattamente come tale. Niente iperuranio, niente tensioni emotive laceranti, niente demoni dell’animo da esorcizzare, ma un lavoro basato su tecnica, scadenze, responsabilità, buone pratiche e trucchi del mestiere. Siccome mi piace molto e ormai ho preso un po’ la mano, adesso è il lavoro che mi permette di vivere, e questa la trovo una cosa stupenda.

 

2. Pensi che quello che scrivi possa avere un impatto sul mondo che ti circonda?

Spero proprio di sì. Cerco sempre di inserire temi forti e scottanti in quello che scrivo, anche se lavoro spesso con mondi fantastici, ucronie e giochi. A volte questi temi sono più espliciti, altre volte più nascosti, ma non credo che potrei mai realizzare qualcosa senza infilarci dentro i grandi dilemmi morali e le tragedie del nostro tempo. Che poi questo abbia un impatto, non saprei ma – certo – è una grande aspirazione.

 

3. Cos’è per te il Confine? Credi sia importante varcarlo?

I confini geografici sono un grande costrutto mentale e sociale, che nascono in un momento storico più o meno rintracciabile, e hanno uno scopo politico e amministrativo. Non sono cose concrete, solo linee sulla carta. Per questo motivo, la loro salvaguardia dovrebbe essere subordinata a quella di tante altre cose più importanti, come le vite umane, le libertà individuali, la possibilità di muoversi dove più ci aggrada. Ognuno dovrebbe poter andare dove desidera, senza che delle vecchie convenzioni glielo possano impedire.