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Yamato Video, CasaPound e qualche problema di comprensione…

Oggi si dovrebbe tenere l’evento Samurai d’Inchiostro – Sole e acciaio nei manga giapponesi, incotnro dedicato al mondo del fumetto e dell’animazione nipponica organizzato da CasaPound e che vede coinvolto tra i relatori Marco Turconi, tra i fondatori di Yamato Video.

La cosa ha ovviamente scatenato il putiferio online, tanto da spingere la Yamato stessa a prendere le distanze dalla faccenda con un comunicato sulla sua pagina Facebook:

Con la presente informiamo la nostra gentile clientela che nelle scorse ore è stata pubblica una locandina riguardante un incontro a tema animazione giapponese che si terrà prossimamente presso la sede di un partito politico a Roma e che la locandina in questione riportava la presenza di Yamato Video a tale iniziativa.
Abbiamo chiesto di modificare la suddetta grafica in quanto Yamato non risulta essere coinvolta nell’organizzatore di questa iniziativa, non parteciperà quindi a questo incontro, oltre che non interessata a condividere ideologie di qualsiasi partito politico.
Invitiamo l’utenza ad attenersi sempre alle comunicazioni ufficiali dell’azienda. Gli eventi in cui abbiamo partecipato e ai quali parteciperemo sono sempre stati pubblicizzati tramite i nostri account ufficiali.
La redazione • Yamato Video
QUI il post originale

CasaPound non è nuova a iniziative “culturali” con il coinvolgimento di personalità “neutrali” o anche “di sinistra”. Come ebbe a dire tempo fa Zero Calcare è un gioco che fornisce legittimazione ai camerati del terzo millennio e squalifica, per così dire, chi invece non vuole mantenere le distanze perché non vuole dare spazio e visibilità a chi fieramente si autodefinisce fascista (e altrettanto fieramente pratica la lotta politica con metodi fascisti).

Ma facciamo anche noi qualche riflessione di tipo culturale. Si tratta di un evento davvero così privo di connotazioni?

Il titolo

Samurai d’Inchiostro – Sole e acciaio nei manga giapponesi richiama chiaramente la figura di Yukio Mishima, autore e intellettuale nazionalista giapponese, autore di un saggio sull’Hagakure (l’opera letteraria che rappresenta il “codice” dei samurai) un altro saggio intitolato Lezioni spirituali per giovani Samurai e un testo ideologico-autobiagraifco dal titolo, appunto, Sole e Acciaio.
Nel 1975 Mishima, insieme a quattro membri del suo esercito personale, il Tate no Kai, occupa l’ufficio del generale Mashita dell’Esercito di Autodifesa del Giappone e dalla finestra arringa i miltari con queste parole:

Dobbiamo morire per restituire al Giappone il suo vero volto! È bene avere così cara la vita da lasciare morire lo spirito? Che esercito è mai questo che non ha valori più nobili della vita? Ora testimonieremo l’esistenza di un valore superiore all’attaccamento alla vita. Questo valore non è la libertà! Non è la democrazia! È il Giappone! È il Giappone, il Paese della storia e delle tradizioni che amiamo.

Dopo di che si toglie la vita praticando seppuku, il suicidio rituale in cui un condottiero si trafigge sventrandosi e viene decapitato dal suo secondo.

Lo sfondo

Quello su cui campeggiano le scritte e i personaggi non è uno sfondo scelto a caso solo per richiamare il Giappone, si tratta di una porzione della Bandiera del Sole Nascente, bandiera di guerra dell’Impero Giapponese dal 1868 al 1945. Sebbene in patria non abbia una connotazione necessariamente negativa, tanto che due sue varianti sono tutt’ora utilizzate come simboli delle Forze di Autodifesa giapponesi di terra e di mare (praticamente l’esercito e la marina) e viene usata comunemente come simbolo di buon auspicio, è anche utilizzata da movimenti di estrema destra come simbolo dell’orgoglio nazionale e, nei paesi che hanno subito l’espansionismo giapponese come la Cina e la Corea, è considerata il simbolo delle ambizioni coloniali nipponiche.

I personaggi

Qui la cosa si fa davvero interessante perché i personaggi ritratti hanno apparentemente un comune denominatore: sono dei ribelli, degli outcast, e potrebbero rappresentare, tirandola molto per i capelli, una versione pop dell’ubermensch niezschiano. Individui che si elevano dalla massa e si ergono solitari contro il mondo. In un certo senso è il modo in cui, da sempre, la destra ama rappresentarsi, salvo poi riunirsi in squadracce dedite a pestaggi con rapporti di 10 a 1, alla faccia dell’individualismo. Ma restiamo sul pezzo e scendiamo un po’ nello specifico…

Capitan Harlock

Da sempre la bandiera “pop” dei fascisti del terzo millennio, non si capisce bene il perché. Un pirata spaziale che raccoglie attorno a se una ciurma di emarginati per combattere da una parte l’invasore proveniente da Mazone, dall’altra l’oppressivo Governo Unificato della Terra, è più simile a un partigiano, ma ai camerati piace tanto. Sarà perché “è un pirata tutto nero”…

L’Uomo Tigre

Naoto Date è un orfano che per odio nei confronti del mondo che lo emargina si fa irretire da un’organizzazione che allena lottatori fortissimi, scorretti e letali, Tana delle Tigri. Diventato il terribile lottatore mascherato noto come Uomo Tigre, si redime in seguito per aiutare l’orfanotrofio in cui è cresciuto e i suoi piccoli ospiti, scontrandosi con i suoi ex capi e rifiutando la scorrettezza nella lotta. Tipo che i combattimenti si fanno uno contro uno, per dire…

Daltanius

Kento è un adolescente scapestrato che guida un gruppo di ragazzini in un mondo ridotto a una baraccopoli dall’invasione extraterrestre degli Akron. Per una serie di coincidenze il ragazzo si ritrova alla guida di un megarobot per difendere il pianeta dagli invasore. Si scopre poi che il nostro eroe è il figlio di un principe anch’egli alieno, fuggito da bambino sul nostro pianeta. Oggi diremmo “immigrato clandestinamente”…

GTO – Great Teatcher Onizuka

Eikichi Onizuka è uno studente universitario e un ex teppista che tenta la carriera di insegnante. Per una serie di circostanze si trova ad insegnare in una scuola privata, assegnato a una classe di alunni problematici che deve tenere a bada e a cui impartisce lezioni di vita con metodi molto spicci e poco ortodossi. Comunque lui voleva fare il professore solo per provarci con le studentesse…

Più in generale

Tanto per fare una panoramica sui topos dei manga e degli anime prendiamo in prestito le parole di uno dei nostri compagni di viaggio, Andrea Marinucci Foa, anche se è rimasto un po’ ai classici:

L’ultimo che ricordo è Gundam, dove i cattivi erano presi paro paro dai crucchi nazisti tanto cari alla destra nostrana. E molto spesso la struttura dei malvagi nei primi cartoni giapponesi era proprio tratta da esempi totalitari nostrani, mentre i buoni erano paria, reietti, individui isolati che – integrati in un bel team molto “mescolato” per classe, pelle, origine e anche sesso – prendeva a schiaffi l’imperialismo alieno. L’eroe era un alieno, un contadino spaziale, un orfano o trovatello adottato… e senza l’aiuto della stangona non molto vestita di turno e di un saldo e solidale gruppo d’amici e un mentore anziano e disprezzato o sottovalutato dal potere, non avrebbe realizzato nulla.
Gira e rigira, era ricalcata dalla struttura del film d’azione americano, condito da valori solidaristici, di integrazione, di spazio per le differenze e di buoni sentimenti di fondo.
Insomma più plot da X-Men (“famo squadra”) che da Superman (“ghe pens mi”) e tutta roba che disarma proprio il pensiero del nazistone de’ noantri.

E quindi?

A questo punto potrebbe sembrare che questi contrasti si annullino a vicenda e che quindi, in fondo, non di sia nulla di politico in tutta la faccenda. E invece no.

Se da una parte, come si diceva all’inizio, questi eventi sono un modo per acquisire legittimazione, per dire “hey, guardate quanto siamo democratici e aperti al dialogo, alla cultura..”, dall’altro lato, almeno in questo caso, si tratta di una sottile forma di appropriazione culturale, una colonizzazione dell’immaginario che è una modalità antica dell’estrema destra italiana.

Il Fascismo non è mai stato una vera ideologia. I suoi manifesti sono sempre stati carta straccia, i suoi “principi” duttili in base all’esigenza e, soprattutto, all’opportunità, i suoi riferimenti culturali un’accozzaglia senza pretesa né desiderio di coerenza. Il Fascismo ha shakerato insieme la retorica dell’antico Impero Romano con lo slancio modernista del Futurismo, ha sbandierato l’anticlericalismo di ascendenza socialista e ha stipulato i Patti Lateranensi.

Incapace di creare un immaginario proprio i fascismo, tanto quello del ventennio quanto quello del terzo millennio, si aggrappa a quelli altrui tentando di farli propri e marginalizzando quelle parti che non gli si confanno.

Ma se non c’è stato ancora il convegno come fate a dire queste cose?

Perché, esattamente come non è necessario ustionarsi ogni volta che c’è una fiamma accesa per sapere che il fuoco brucia, così non è necessario aver partecipato a questo incontro per intuire la dinamica che ci sta sotto. Sono cose che abbiamo visto tante volte. Basta pensare all’infatuazione della destra per l’opera tolkieniana, di cui viene esaltato il lato epico ed eroico, mentre viene totalmente ignorato il fatto che in Tolkien i veri eroi siano i piccoli uomini e che la salvezza sia ci sia per tutti.

Ora è il turno dei pirati dello spazio, dei lottatori mascherati, dei robottoni o degli eroi più improbabili, nel tentativo di piantare una bandierina nei territori del nostro immaginario e appropriarsene caricandolo di significati che non gli appartengono.